Progetti 2009 - 2010
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Progetto per la valorizzazione delle diversità:
"Dal microcosmo Casa al macrocosmo Terra"
Progetto “Pioltello in rete":
"Dal microcosmo Scuola al macrocosmo Terra”
Per la valorizzazione delle diversità
"Dal microcosmo casa al macrocosmo Terra"
Indice
- Premessa
- Finalità del progetto
- Mission della scuola
- Motivi della scelta
- Integrazione degli alunni stranieri
- Qualità dell’integrazione: modelli di comportamento
- Programmazione individualizzata per alunni stranieri con difficoltà linguistiche
- Formazione
- Indicatori per la valutazione della qualità dell’integrazione
- Iniziative per superare situazioni di svantaggio
- Progetto educativo - didattico
- Struttura del progetto
- Modalità organizzative specifiche
- Altre iniziative per l’accoglienza
- Laboratorio di L2 per alunni stranieri
- Metodo
- Prima alfabetizzazione in L2
- Educazione interculturale
- Risultati attesi
- Tempi e periodi di attuazione
- Risorse necessarie: professionali, materiali, finanziarie.
- Soggetti coinvolti
- Punti di criticità del progetto
- Allegati
Premessa
Lo stile dell’azione educativa e didattica della scuola deve essere caratterizzato dalla conoscenza delle problematiche relative alla differenza ed orientato alla valorizzazione di ogni differenza.
Si ritiene di dover segnalare mentalità e atteggiamenti che sono condizione necessaria alla traduzione in realtà operative (progetti, programmazioni, strategie, obiettivi) dei principi fondanti essenziali. Tali atteggiamenti e mentalità sono da condividere tra il personale della scuola e i genitori con atti e strumenti opportuni ed efficaci.
Sono stati individuati come segnalatori di un probabile alto livello d’integrazione le seguenti convinzioni:
- Il problema dell’integrazione riguarda tutti
- Le diversità accolte come dati di realtà costituiscono una ricchezza da valorizzare
- Ciascuno, qualunque sia la sua situazione, può dare alla convivenza costruttiva di tutti il suo prezioso contributo
- I genitori riconoscono il valore della presenza nella scuola di alunni con capacità diverse, di culture diverse, con diverse modalità di apprendimento, di comunicazione, di rapporto con l’ambiente
- Le contraddizioni, le lacune e le ambiguità delle leggi vengono gestite cercando di attenuarne gli effetti negativi.
Ne consegue che gli indicatori d’integrazione sottoesposti vanno riferiti a tutti gli alunni e i riferimenti agli alunni diversamente abili o con disturbi di apprendimento o stranieri hanno il solo scopo di puntualizzare i comportamenti che più efficacemente possono favorire l’integrazione di alunni con bisogni particolari e non costituisce momento di divisione.
E’ necessario che all’interno della scuola si colga la diversità come occasione per un rapporto costruttivo per tutti, sensibilizzando gli alunni al rispetto, allo scambio reciproco, educandoli alla convinzione che la diversità è un valore e una risorsa.
FINALITÀ del progetto
Finalità principale é la valorizzazione delle caratteristiche personali e culturali, in un quadro di reciproco rispetto e riconoscimento per:
- conoscere e comprendere i valori culturali ed i costumi delle diverse comunità di appartenenza, esprimendo i valori culturali del proprio gruppo etnico, al fine di un arricchimento reciproco;
- fornire ai bambini l’opportunità di sentirsi protagonisti nel comunicare valori e significati culturali;
- favorire l’integrazione dei bambini stranieri e delle loro famiglie;
- promuovere lo sviluppo di capacità e competenze indirizzate alla convivenza democratica;
- raggiungere un grado di conoscenza della lingua italiana parlata e scritta al fine di garantire piena autonomia nella vita quotidiana, nell’uso dei servizi di pubblica utilità e la possibilità di passare al grado successivo di istruzione;
- educare al rispetto dei costumi e delle regole della comunità ospitante;
- fare della scuola un centro di elaborazione di cultura e di democrazia;
- Fare della scuola un centro di elaborazione di cultura e di democrazia.
- promuovere il valore e la dignità di ogni alunno perché portatore di un patrimonio originale di conoscenze e di esperienze.
Mission
- Integrazione
- Laboratori di lingua italiana per stranieri
- Percorsi individualizzatia favore di soggetti diversamente abili o in situazioni di disagio
- Rispetto degli stili e del ritmo di apprendimento di ciascun bambino
- Progettazione
-
Realizzazione di progetti curricolari ed extra curricolari per favorire lo "star bene a scuola
- Rapporti scuola - famiglia
- Coinvolgimento dei genitori alle attività promosse dalla scuola
- Rapporti con l'extra scuola
- Progetti in collaborazione con le agenzie che operano sul territorio
- Interventi di esperti estern
- Aggiornamento
- Formazione rispondente ai bisogni rilevati
- Valorizzazione delle esperienze che abbiano una ricaduta sull'intera scuola
- Processi innovativi
- Insegnamento della lingua straniera in tutte le classi
- Realizzazione di percorsi mirati ad un primo approccio alle nuove tecnologie didattiche.
Motivi della scelta
In Italia l’immigrazione extracomunitaria ha assunto dimensioni sempre più rilevanti, soprattutto nel Nord e nella provincia di Milano in particolare.
La presenza di alunni stranieri pone alcuni problemi di ordine pratico, ma costituisce al tempo stesso l’occasione per favorire la formazione di una mentalità multietnica e per educare i nostri alunni all’accettazione delle diversità culturali e ad un sereno confronto.
Sono sempre di più quindi le problematiche che i docenti devono affrontare in classe e che si possono così riassumere:
- Scarsa o nessuna conoscenza dell’italiano.
- Difficoltà significative, in merito soprattutto alla comunicazione, nei rapporti con le famiglie.
- Iscrizione in qualsiasi periodo dell’anno di alunni neo-arrivati o provenienti da scuole italiane con nulla-osta dopo un periodo breve o brevissimo di inserimento.
La scelta di redigere un progetto di valorizzazione delle diversità nella scuola è dovuta alla consapevolezza che mettere in comune le conoscenze e le esperienze è sicuramente un’operazione vincente, come le sempre più apprezzate pratiche di beanchmarking dimostrano.
Integrazione degli alunni stranieri
L’ autonomia prevede spazi e strategie per la soluzione dei problemi sopra elencati. Nella scuola si possono attuare progetti finalizzati all’integrazione allo scopo di favorire il successo formativo attraverso:
- Organizzazione flessibile del gruppo classe
- Utilizzo di un insegnante facilitatore per l’attivazione di laboratori linguistici per favorire il più rapidamente possibile l’acquisizione della lingua italiana, così che gli alunni possano effettivamente integrarsi nel tessuto scolastico e sociale
- Attivazione di laboratori per attività:
- Espressive
- di manipolazione
- di informatica
- di matematica e scienze
- di psicomotricità
- Attività che prevedono l’utilizzo di insegnanti in ore aggiuntive all’insegnamento per la progettazione di interventi specifici e mirati su piccoli gruppi di alunni.
- Inserimento di mediatori linguistico-culturali nelle scuole, che ha come obiettivi:
- Garantire le pari opportunità ai genitori stranieri;
- Mediare l’inserimento scolastico degli alunni stranieri iscritti in corso d’anno;
- Agevolare la comunicazione scuola-famiglia con la predisposizione di modulistica bilingue;
- Intervenire con incontri di mediazione linguistica nei colloqui individuali, utili sia agli utenti, sia ai docenti che accolgono;
L’inserimento di un alunno neo-arrivato può avvenire all’inizio dell’anno scolastico, ma anche ad anno già iniziato o inoltrato. L’iscrizione alla classe di appartenenza tiene conto:
- Dell’età anagrafica
- Del documento attestante il percorso formativo pregresso
- Del sistema scolastico del paese di appartenenza in rapporto al nostro ordinamento.
All’atto dell’iscrizione verrà immediatamente comunicato al genitore che la frequenza dovrebbe iniziare dopo la pausa di uno o più giorni, per consentire alla Commissione di riunirsi per individuare l’Interclasse e la classe di assegnazione e per convocare il mediatore linguistico, se ne viene ravvisata la necessità. La Commissione Accoglienza procederà quindi all’inserimento valutando ogni singolo caso, attraverso la somministrazione di prove (ovviamente non verbali) che attestino il grado di competenza generale dell’alunno.
Per rendere possibile un inserimento graduale, previo consenso della famiglia, gli alunni stranieri iscritti in corso d’anno frequenteranno la scuola nei primi due giorni solo in orario antimeridiano per permettere un più graduale inserimento dell’alunno nel nuovo contesto scolastico.
Qualità dell'integrazione: Modelli di comportamento
La scuola si impegna attraverso la predisposizione di progetti didattici, di modelli organizzativi, di attività di aggiornamento e formazione continua perché gli/le insegnanti acquisiscano convinzioni e modelli di comportamento e affinché tutti:
- Usino le forme di relazione e di comunicazione che risultano più efficaci per i bisogni di apprendimento di ogni allievo.
- Siano capaci mediatori per ogni allievo.
- Intendano la valutazione come strumento formativo per puntualizzare la crescita dell’alunno sul piano degli apprendimenti cognitivi.
- Raggiungano un alto grado di collegialità e di corresponsabilità nel lavoro d’èquipe (classe, team, interclasse, intersezione, gruppo di progetto).
- Riconoscano che l’insegnante facilitatore è una risorsa in più, motivata dalla presenza di alunni con diverse necessità di socializzazione e apprendimento, per permettere l’attuazione di progetti specifici e non è l’insegnante dei soli alunni stranieri.
- Riconoscano la pienezza professionale di tutti/e gli/le insegnanti.
- Prevedano che l’insegnante facilitatore possa lavorare in classe, in compresenza con i colleghi e fuori dall’aula con piccoli gruppi di allievi.
- Organizzino le riunioni di programmazione prevedendo incontri:
- a) di team
- b) per area–sostegno / recupero / potenziamento delle abilità.
- Prevedano, nel piano delle attività, incontri di team e recupero per la programmazione individualizzata con cadenza mensile.
Programmazione individualizzata per alunni stranieri con difficoltà linguistiche
La programmazione individualizzata, stesa collegialmente per interclasse o intersezione e/o team (a seconda del livello) prevede di riservare al rapporto uno a uno momenti finalizzati al raggiungimento di obiettivi precisi utilizzando modalità e/o strumenti di apprendimento non applicabili in altri contesti; in questo modo l’uscita dall’aula non sarà in nessun caso vissuta come emarginazione.
Inoltre dovrà chiarire tutti gli aspetti e in particolare:
- I tempi della programmazione
- I tempi di lavoro in classe e le modalità di coinvolgimento dell’alunno
- Tempi e modalità di lavoro in piccolo e piccolissimo gruppo
- I momenti di insegnamento individualizzato in classe, predisponendo il materiale opportuno
- La verifica periodica dei risultati in termini di abilità e competenze con modalità stabilite in sede di programmazione
- Tempi stabiliti e limitati a soli alunni stranieri finalizzati alla prima alfabetizzazione
- Incontri con specialisti
- Incontri con famiglie e mediatori culturali
Formazione
Negli ultimi anni le attività di formazione per i docenti, per il personale A.T.A. e per gli alunni sono state le:
- Corso di Aggiornamento per docenti in Italiano Lingua 2
- Corso di Aggiornamento per docenti e per il personale A.T.A. in Inglese per un primo approccio linguistico
- Corso di Aggiornamento per docenti e per il personale A.T.A. in Spagnolo per un primo approccio linguistico
- Corso di Aggiornamento in Arabo per gli alunni per un primo approccio linguistico
- Corso di Aggiornamento per docenti sull’Accoglienza
- Corso di Aggiornamento per docenti sulle Emozioni
- Corso di Aggiornamento per docenti sul Bullismo
- Corso di Aggiornamento per docenti di Musicoterapia
- Corso di Aggiornamento per docenti sulla lettura animata.
Indicatori per la valutazione della qualità dell'integrazione
- L’alunno entra in classe ed esce puntualmente e comunque con i compagni (fatta salva la possibilità di deroghe e permessi concessi per terapie o attività riabilitative non frequentabili in orario extra scolastico o limitazioni dettate da ragioni di ordine medico).
- L’alunno in aula o in laboratorio occupa una posizione integrata che gli permette di seguire e partecipare alle attività di classe, supportato dal docente facilitatore e/o da un compagno della stessa provenienza, già alfabetizzato.
- L’alunno viene coinvolto nelle stesse attività scolastiche dei compagni compresi progetti, laboratori, uscite didattiche, viaggi d’istruzione, progetti speciali, prevedendo percorsi, materiali individualizzati e quanto necessario perché non vi sia un’esclusione nei fatti.
- La classe partecipa ai Progetti per l’integrazione.
- Le ore di compresenza prevedono sempre attività che favoriscono l’integrazione anche se finalizzate al recupero individuale strumentale.
- Vengono previste modalità di coinvolgimento e di comunicazione verbale/non verbale, iconica, perché l’alunno possa dare il suo contributo.
- L’alunno viene aiutato solo quando ne ha effettivo bisogno (i tempi più lunghi sono accettati) e si favorisce l’acquisizione di comportamenti autonomi.
- L’apprendimento cooperativo e il reciproco aiuto sono favoriti e incoraggiati.
- Ogni alunno viene guidato a trovare modalità di comunicazione per una socializzazione efficace.
- Viene favorita la socializzazione attraverso: la predisposizione di situazioni favorevoli, offrendo modelli di comportamento, oltre a strategie e tecniche di cooperazione, proponendo anche attività guidate di simulazione di relazioni quotidiane.
- L’intervallo è usato come momento spontaneo privilegiato per favorire l’integrazione.
- Sistemi di comunicazione alternativi sono a disposizione dell’alunno che ne ha necessità.
- Gli insegnanti forniscono lo stesso feedback (lodi, richiami all’ordine,…) a tutti gli alunni.
- In caso di comportamenti che prevedono sanzioni disciplinari gravi, quali la sospensione si userà la massima cautela e verrà coinvolto l’intero team e l’interclasse nella decisione; ne verrà data tempestiva comunicazione al Collegio, anche attraverso breve nota scritta dai Presidenti d’interclasse. Si sottolinea che per tutti gli alunni i provvedimenti repressivi debbono essere usati solo se esiste una ragionevole possibilità che abbiano un valore formativo e non come strumento punitivo.
Iniziative per superare situazioni di svantaggio
Lo svantaggio socio-culturale dovrebbe essere eliminato o, almeno, contenuto al fine di non compromettere le potenziali capacità d’apprendimento e di relazione dell’alunno.
La scuola deve creare le condizioni per l’uguaglianza offrendo servizi adeguati ai bisogni di chi proviene da situazioni familiari ed ambientali deprivate.
Tale possibilità deve essere affidata a strategie operative accuratamente elaborate e definite.
Ciò dovrebbe agevolare l’emergere nei bambini di una loro “disponibilità ad apprendere” nel rispetto e nella tutela del pieno sviluppo delle loro capacità, e prevenire fenomeni di insuccesso, abbandono scolastico ed eccessive future disuguaglianze sul piano sociale.
Si rende quindi necessario poter articolare l’attività scolastica in modo che siano accettate e valorizzate le diversità per assicurare a tutti gli alunni il conseguimento dei livelli minimi di apprendimento nel rispetto dei personali tempi di crescita e di sviluppo.
Per affrontare e possibilmente superare lo svantaggio la scuola mette in atto un modello organizzativo e didattico flessibile e ricorre a metodologie pluralistiche favorendo l’uso di più linguaggi e promuovendo la partecipazione di tutti i bambini a laboratori, attività teatrali, corsi di nuoto, uscite didattiche, visite guidate, anche con progetti che prevedano il sabato, giorno di chiusura della scuola, per prevenire il più possibile situazioni di solitudine per i bambini e di conseguente emarginazione e di possibile devianza.
Questi alunni, infatti, oltre alla non conoscenza della lingua italiana, appartengono a famiglie che vivono in situazioni di disagio e di precarietà per quanto riguarda l’alloggio e/o il lavoro, che possono presentare situazioni di disaggregazione del nucleo familiare a causa del processo di immigrazione e che non sono in grado di fruire dei servizi sociali e sanitari per mancanza di punti di riferimento, oltre che per le difficoltà di comunicazione linguistica. La scuola, per questi bambini e per le loro famiglie, rappresenta il primo e a volte l’unico contatto con le istituzioni e con la realtà sociale del nostro paese e alla scuola essi si rivolgono per trovare un primo orientamento nel paese di immigrazione.
A questo proposito in questi anni si é rivelata di grande importanza la presenza della insegnante facilitatrice e delle figure strumentali appositamente predisposte, che hanno svolto, oltre al ruolo di docenti, un’importante funzione di mediazione tra le famiglie degli alunni stranieri e l’istituzione scolastica in tutte le sue componenti ed anche con enti e istituzioni presenti sul territorio, coinvolti nelle problematiche e nelle emergenze dell’accoglienza e dell’inserimento.
I bisogni delle famiglie e degli alunni devono venir rilevati ogni anno, utilizzando le competenze di tutte le risorse della scuola, attraverso:
- Contatti diretti con le famiglie a scuola.
- Osservazione e raccolta dati dei comportamenti degli alunni e delle famiglie.
- Lettura socioculturale, antropologica e psicopedagogia (strumenti culturali e conoscenze per leggere e interpretare l’area del bisogno).
- Uso di strumenti di tipo statistico (questionari, tabelle e grafici) per la raccolta di dati sui risultati scolastici degli alunni e sulle opinioni delle famiglie sul servizio scolastico.
- Monitoraggio del Progetto in relazione ai cambiamenti nel tipo di utenza (prevalenza di alunni latino-americani piuttosto che… ; presenza di molte etnie diverse… etc).
Progetto educativo - didattico
Aspetti metodologici ed organizzativi
La risposta pedagogica ai bisogni formativi degli alunni stranieri ed alle prime aspettative delle loro famiglie è fondata sulla flessibilità degli itinerari di apprendimento nei quali si tiene sempre ben presente che esistono diverse forme di pensiero e di intelligenza con caratteristiche differenti, frutto dei tratti originali della cultura di appartenenza, a cui corrispondono differenti modalità di apprendimento. L’oggettivo svantaggio rappresentato dalla non conoscenza della lingua italiana non caratterizza in senso negativo la presenza di questi bambini nella scuola, né viene mostrato ai bambini autoctoni come l’unico volto del compagno straniero.
La flessibilità si traduce in conoscenza, rispetto, attivazione di canali e di codici preferenziali: quello motorio e corporeo, quello visivo, quello ludico, su cui vengono innestate le proposte per l’apprendimento, sviluppando tutte le potenzialità espressive e conoscitive del bambino, non solo quelle strettamente linguistiche. Sul piano logico, flessibilità significa attenzione e valorizzazione dei procedimenti di tipo intuitivo e non soltanto di quelli formali analitici. Sul piano didattico significa proposte che partono da contesti situazionali e di esperienza che il bambino straniero possa riconoscere come propri per favorire non solo la motivazione ad apprendere, ma l’aderenza ai percorsi mentali degli alunni, permettendo loro di porre in opera conoscenze e strumenti a loro propri.
L’impostazione didattica ha carattere di ricerca e di progettualità, con percorsi che prevedono la formulazione di ipotesi, la verifica, le conclusioni aperte a nuovi sviluppi e con attenzione agli spazi, ai materiali ed agli strumenti.
In forma ludica, con appositi itinerari didattici, si cerca di individuare i pregiudizi e gli stereotipi con cui ciascuno percepisce l’altro per sviluppare una comunicazione più autentica, superando le barriere difensive. Percorsi incentrati su temi-guida rinvenibili nelle culture più diverse fanno emergere «ciò che vi é di umano negli esseri umani», le corrispondenze oltre che le differenze.
Si ritiene importante:
- elaborare e porre in atto strategie di comunicazione per «interpellare» i nuovi venuti promuovendo scambi e relazioni sociali di valore formativo per entrambi i soggetti dell’interazione
- individuare nelle varie discipline i contenuti che favoriscono di per sé un approccio alle esperienze che accomunano i bambini di ogni cultura e che possono essere osservate da punti di vista diversi;
- cogliere nella quotidianità, episodi che possono essere occasione per approfondire aspetti legati alle tematiche dell'intercultura.
Struttura del progetto
Il Progetto “PER LA VALORIZZAZIONE DELLE DIVERSITÀ” si articola in 3 fasi :
1a FASE: ACCOGLIENZA E PRIMO INSERIMENTO
In questa fase, cruciale e delicata, l’intervento degli insegnanti ed in particolare dell’insegnante facilitatore ha carattere concreto ed operativo.
Per quanto riguarda l'accoglienza dei bambini stranieri é fondamentale, all'atto dell'iscrizione, un colloquio con la famiglia, finalizzato all'acquisizione e alla comunicazione di alcuni dati specifici.
Quando è possibile si preferisce che tale colloquio venga svolto, per la tipicità del suo ruolo, dall'insegnante facilitatore, il quale:
- acquisisce il maggior numero di informazioni relative
- alla scolarità pregressa del bambino
- al periodo di permanenza in Italia ed alla situazione familiare
- al percorso migratorio
- alle aspettative scolastiche;
- assiste i genitori nella compilazione di moduli e autodichiarazioni di tipo burocratico;
- dà informazioni sul funzionamento della scuola;
- fornisce indicazioni utili per reperire i documenti necessari.
Successivamente l'insegnante facilitatore con alcuni componenti della commissione accoglienza incontra il bambino per acquisire ulteriori dati utili per la scelta della classe in cui effettuare l'inserimento:
- livello di competenza linguistica
- abilità cognitive
- modalità relazionale
L'incontro prevede prove costruite sulla base di esempi concreti e di immagini il più possibile interetniche, evitando di utilizzare come unico mediatore la comunicazione verbale.
L'insieme dei dati raccolti e i risultati delle prove vengono valutati con la commissione per scegliere l'interclasse e la sezione di destinazione.
2a FASE: INTERVENTI SPECIFICI
Nel periodo del primo inserimento nella classe viene posta in atto da parte degli insegnanti del team un’attenta osservazione e rilevazione dei comportamenti dell’alunno.
Se emergono difficoltà e problemi particolari e, comunque, per favorire un reale processo di integrazione del bambino, si studiano opportune modalità di intervento per rimuovere gli ostacoli sul piano relazionale, socio-cognitivo, psico-cognitivo e linguistico. Tali interventi assumono carattere:
- episodico, in relazione ad eventi e situazioni della vita quotidiana in classe
- strutturale, con programmazione e realizzazione da parte del team-insegnanti di:
- percorsi individualizzati di apprendimento, con particolare attenzione all’apprendimento della lingua italiana per gli alunni stranieri che non la parlano
- attività di laboratorio (Lingua2 per gli alunni stranieri)
- attività di classi aperte (laboratori di manipolazione, teatrali…)
- attività di recupero delle difficoltà di apprendimento a piccoli gruppi di livello omogeneo per diversi ambiti disciplinari (es: attività logico-matematiche, acquisizione di un metodo di studio).
3a FASE: PROGETTI TRASVERSALI
Per facilitare ulteriormente l’integrazione si è scelto di puntare ogni anno anche su un progetto trasversale con un unico tema che coinvolga tutta la scuola e diverse discipline. Filo conduttore di quest’anno è “LA TERRA” che avrà come macro-obiettivo l’acquisizione di un senso di responsabilità universale in cui gli alunni si identificano con l’intera comunità terrestre: cittadini di nazioni diverse di un unico mondo in cui il locale e il globale sono strettamente connessi. In questa fase è previsto l’intervento di esperti e specialisti che con le loro competenze costituiscono per i docenti occasioni di arricchimento professionale e di preziosa collaborazione.
L’organizzazione generale della scuola é improntata al progetto-accoglienza descritto analiticamente nelle prime pagine. In particolare, si descrivono i «servizi» specifici offerti ai bambini stranieri dall’insegnante facilitatore e dai docenti di classe:
- accoglienza e primo inserimento :
- 5 ore settimanali per aiuto alla segreteria e preparazione prove di ingresso
- 4 ore mensili per colloqui con i genitori
- laboratori di L2 : ( ore da dividersi tra i plessi)
- livello 0 circa 10 ore settimanali
- livello 1 circa 8 ore settimanali
- livello 2 circa 4 ore settimanali
- potenziamento :
- Attività di interclasse a piccoli gruppi per potenziamento e/o consolidamento della lingua italiana svolte dai docenti di classe retribuiti con i fondi per scuola a forte processo immigratorio.
LABORATORI DI L2 PER ALUNNI STRANIERI
Il laboratorio di L2 si configura come luogo privilegiato nel quale instaurare una vera comunicazione, perché in esso é possibile creare un rapporto personale più stretto, che si sviluppa secondo le esigenze dei singoli e dove la comunicazione, veicolata da tutti i linguaggi non verbali propedeutici alla parola, é modalità e contenuto didattico imprescindibile.
Inoltre il laboratorio, organizzato per piccoli gruppi, offre i vantaggi di essere:
- un punto di incontro per i bambini della stessa etnia, dove é possibile anche comunicare in lingua madre e superare il senso di isolamento;
- un luogo dove l' essere straniero é un.L dato comune;
- un luogo dove gli errori linguistici non costituiscono un confronto negativo.
Ciò può permettere la realizzazione di specifiche attività
di mediazione linguistica:
- dal non comprendere al cominciare a capire;
- dal silenzio alle prime espressioni personali;
- dal rifiuto, all'affrontare le difficoltà linguistiche, perché il bambino intravede la possibilità di padroneggiare il nuovo strumento di comunicazione;
- dall'ansia di non capire e farsi capire, alla sicurezza di essere aiutato a superare le sue incapacità;
e di mediazione culturale;
- permettendo i primi scambi culturali e valorizzando i vissuti personali che i bambini episodicamente raccontano;
- favorendo l'acquisizione di comportamenti sociali che aiutino il bambino straniero ad essere accettato, mediante confronti, suggerimenti, presa di coscienza di abitudini diverse;
- favorendo la decodificazione di alcuni aspetti della cultura italiana e, in particolare, della vita scolastica.
OBIETTIVI FORMATIVI
Gli obiettivi formativi del progetto si sviluppano attraverso quattro filoni:
- TEMPO: come riscoperta e valorizzazione dei giochi del passato, presente,futuro.
- SPAZIO: come incontro a più livelli con la realtà ludica di alcuni Paesi e conoscenza del territorio in cui si vive attraverso esperienze dirette.
- PERSONA: come valorizzazione e stimolo alla creatività individuale che si manifesta nelle varie forme del giocare; come sviluppo delle capacità relazionali e sociali.
- MOVIMENTO: come apprendimento e rispetto di regole e degli altri attraverso un gioco\lavoro di squadra e\o di gruppo.
OBIETTIVI D’APPRENDIMENTO
- Acquisire la consapevolezza che il gioco è una risposta spontanea a un bisogno primario.
- Favorire la conoscenza reciproca.
- Sperimentare e sviluppare la propria corporeità (gioco - sport - danza).
- Valorizzare le differenze attraverso il gioco.
- Recuperare e sperimentare i giochi tradizionali.
- Sviluppare la capacità di cooperazione, di accettazione reciproca nell’interazione con l’altro.
- Analizzare il gioco e il suo valore educativo nel rispettivo contesto culturale.
- Analizzare materiali di recupero per stimolare e sviluppare la creatività.
- Intendere il gioco come un “contesto ludico” ovvero un ambiente di “piacere”, dove si devono assumere comportamenti “ecologici” quotidiani.
- Discriminare, attraverso attività ludiche, suoni e rumori dell’ambiente.
- Realizzare giochi per produrre suoni/rumori.
STRUTTURA DELL’ATTIVITÀ DI ALFABETIZZAZIONE NELL’AMBITO DEL PROGETTO
“Per la valorizzazione delle diversità”
1a FASE: ACCOGLIENZA E PRIMO INSERIMENTO
In questa fase, cruciale e delicata, l’intervento degli insegnanti ed in particolare dell’insegnante facilitatore ha carattere concreto ed operativo.
Per quanto riguarda l'accoglienza dei bambini stranieri é fondamentale, all'atto dell'iscrizione, un colloquio con la famiglia, finalizzato all'acquisizione e alla comunicazione di alcuni dati specifici.
Quando è possibile si preferisce che tale colloquio venga svolto, per la tipicità del suo ruolo, dall'insegnante facilitatore, il quale:
- acquisisce il maggior numero di informazioni relative
- alla scolarità pregressa del bambino
- al periodo di permanenza in Italia ed alla situazione familiare
- al percorso migratorio
- alle aspettative scolastiche;
- assiste i genitori nella compilazione di moduli e autodichiarazioni di tipo burocratico;
- dà informazioni sul funzionamento della scuola;
- fornisce indicazioni utili per reperire i documenti necessari.
Successivamente l'insegnante facilitatore con alcuni componenti della commissione accoglienza incontra il bambino per acquisire ulteriori dati utili per la scelta della classe in cui effettuare l'inserimento:
- livello di competenza linguistica
- abilità cognitive
- modalità relazionale
L'incontro prevede prove costruite sulla base di esempi concreti e di immagini il più possibile interetniche, evitando di utilizzare come unico mediatore la comunicazione verbale.
L'insieme dei dati raccolti e i risultati delle prove vengono valutati con la commissione per scegliere l'interclasse e la sezione di destinazione.
2a FASE: INTERVENTI SPECIFICI
Nel periodo del primo inserimento nella classe viene posta in atto da parte degli insegnanti del team un’attenta osservazione e rilevazione dei comportamenti dell’alunno.
Se emergono difficoltà e problemi particolari e, comunque, per favorire un reale processo di integrazione del bambino, si studiano opportune modalità di intervento per rimuovere gli ostacoli sul piano relazionale, socio-cognitivo, psico-cognitivo e linguistico. Tali interventi assumono carattere:
- episodico, in relazione ad eventi e situazioni della vita quotidiana in classe
- strutturale, con programmazione e realizzazione da parte del team-insegnanti di:
- percorsi individualizzati di apprendimento, con particolare attenzione all’apprendimento della lingua italiana per gli alunni stranieri che non la parlano
- attività di laboratorio (Lingua2 per gli alunni stranieri)
- attività di classi aperte (laboratori di manipolazione, teatrali…)
- attività di recupero delle difficoltà di apprendimento a piccoli gruppi di livello omogeneo per diversi ambiti disciplinari (es: attività logico-matematiche, acquisizione di un metodo di studio).
3a FASE: PROGETTI TRASVERSALI
Per facilitare ulteriormente l’integrazione si è scelto di puntare ogni anno anche su un progetto trasversale con un unico tema che coinvolga tutta la scuola e diverse discipline. Filo conduttore di quest’anno è “LA TERRA” che avrà come macro-obiettivo l’acquisizione di un senso di responsabilità universale in cui gli alunni si identificano con l’intera comunità terrestre: cittadini di nazioni diverse di un unico mondo in cui il locale e il globale sono strettamente connessi. In questa fase è previsto l’intervento di esperti e specialisti che con le loro competenze costituiscono per i docenti occasioni di arricchimento professionale e di preziosa collaborazione.
L’organizzazione generale della scuola é improntata al progetto-accoglienza descritto analiticamente nelle prime pagine. In particolare, si descrivono i «servizi» specifici offerti ai bambini stranieri dall’insegnante facilitatore e dai docenti di classe:
- accoglienza e primo inserimento :
- 5 ore settimanali per aiuto alla segreteria e preparazione prove di ingresso
- 4 ore mensili per colloqui con i genitori
- laboratori di L2 : ( ore da dividersi tra i plessi)
- livello 0 circa 10 ore settimanali
- livello 1 circa 8 ore settimanali
- livello 2 circa 4 ore settimanali
- potenziamento :
- Attività di interclasse a piccoli gruppi per potenziamento e/o consolidamento della lingua italiana svolte dai docenti di classe retribuiti con i fondi per scuola a forte processo immigratorio.
ALTRE INIZIATIVE
PER L’ACCOGLIENZA
Sulla scorta della modalità esperita lo scorso anno, anche quest’anno i docenti sono stati impegnati, nella settimana 7-11 settembre, in attività didattiche destinate agli alunni stranieri. Nella fattispecie, ogni interclasse, ha predisposto moduli di livelli differenziati rivolti agli alunni stranieri neo-iscritti, arrivati in corso d’anno o comunque di recente immigrazione con difficoltà di comprensione della lingua italiana.
Gli alunni in oggetto, sono stati convocati individualmente con avviso alle famiglie, prima del termine delle lezioni nel mese di giugno al fine di assicurarne la frequenza anticipata.
In seno al macrogruppo costituito per ogni interclasse, sono stati creati gruppi più piccoli in base ai livelli di competenza linguistica.
| Interclasse |
Numero alunni |
| Classi prime |
21 |
| Classi seconde |
18 |
| Classi terze |
15 |
| Classi quarte |
10 |
| Classi quinte |
17 |
Durante l'anno scolastico sono previste altre iniziative atte a garantire una comunicazione che testimoni la volontà di accoglienza da parte della scuola:
- ricerca e utilizzo di mediatori linguisti per i colloqui con le famiglie;
- utilizzo di moduli per la comunicazione nella lingua madre;
- rapporti con enti, uffici e centri comunali, associazioni, centri culturali, cooperative, servizi sociali e sociosanitari della zona, associazioni di volontariato presenti sul territorio;
- adesione a progetti che favoriscano l’integrazione e lo scambio fra culture diverse;
- scelta di particolari iniziative atte a favorire il sereno riconoscimento della propria identità anche nel contesto scolastico (scritte in lingua madre, organizzazione di momenti legati alle varie tradizioni culturali.
LABORATORI DI L2 PER ALUNNI STRANIERI
Il laboratorio di L2 si configura come luogo privilegiato nel quale instaurare una vera comunicazione, perché in esso é possibile creare un rapporto personale più stretto, che si sviluppa secondo le esigenze dei singoli e dove la comunicazione, veicolata da tutti i linguaggi non verbali propedeutici alla parola, é modalità e contenuto didattico imprescindibile.
Inoltre il laboratorio, organizzato per piccoli gruppi, offre i vantaggi di essere:
- un punto di incontro per i bambini della stessa etnia, dove é possibile anche comunicare in lingua madre e superare il senso di isolamento;
- un luogo dove l' essere straniero é un.L dato comune;
- un luogo dove gli errori linguistici non costituiscono un confronto negativo.
Ciò può permettere la realizzazione di specifiche attività di mediazione linguistica:
- dal non comprendere al cominciare a capire;
- dal silenzio alle prime espressioni personali;
- dal rifiuto, all'affrontare le difficoltà linguistiche, perché il bambino intravede la possibilità di padroneggiare il nuovo strumento di comunicazione;
- dall'ansia di non capire e farsi capire, alla sicurezza di essere aiutato a superare le sue incapacità;
e di mediazione culturale;
- permettendo i primi scambi culturali e valorizzando i vissuti personali che i bambini episodicamente raccontano;
- favorendo l'acquisizione di comportamenti sociali che aiutino il bambino straniero ad essere accettato, mediante confronti, suggerimenti, presa di coscienza di abitudini diverse;
- favorendo la decodificazione di alcuni aspetti della cultura italiana e, in particolare, della vita scolastica.
M E T O D O
Le unità didattiche presentate agli alunni di prima alfabetizzazione devono tener conto delle priorità comunicative e dei bisogni reali e immediati relativi all’ambiente scolastico, familiare e sociale.
Attraverso strumenti ludico-didattici come il memory, le flash-cards tematiche, il domino e i cartelloni relativi ai campi semantici affrontati, l’alunno viene motivato ad apprendere lavorando nel piccolo gruppo dove si sviluppa un clima competitivo ed emulativo. Per facilitare la comprensione della lingua, potranno essere usati referti concreti e ogni tipo di materiale atto a esemplificare e rappresentare concetti e situazioni, come fotografie cartine, cartelloni ecc..
Man mano che l’alunno matura nuove conoscenze linguistiche in L2, può svolgere nei confronti dei nuovi arrivati della stessa etnia, un ruolo di “interprete” e rendere così il clima educativo accogliente e rassicurante.
Ogni alunno potrà usufruire di un fascicolo di supporto preparato dall’insegnante e utilizzabile anche in classe.
Le strategie didattiche devono essere inoltre diversificate dovendo tener conto delle abilità, della pregressa formazione, della lingua madre, dei tempi e ritmi di apprendimento di ogni singolo alunno.
Con gli alunni di secondo livello, si possono potenziare le abilità linguistiche e ortografiche già acquisite e arricchirle di nuove conoscenze.
Per gli alunni, impegnati in attività di recupero nell’area logico-matematica, saranno utilizzati strumenti quali l’abaco, i blocchi logici, il materiale multibase
Le indicazioni metodologiche privilegiano la lingua orale, con la quale s’intende la capacità di comprendere messaggi e di rispondere ad essi adeguatamente e, a livelli iniziali, non necessariamente verbalmente.
Benché gli interventi si focalizzano sulla lingua orale è bene che vi sia, laddove vi siano le condizioni, l’introduzione della lingua scritta a condizione che il materiale linguistico relativo alla comprensione ed alla produzione scritta sia già stato acquisito in forma orale.
James Asher nel 1977 elaborò un metodo che consiste nell’apprendimento di una seconda lingua attraverso l’esecuzione di comandi che richiedono una risposta “fisica”; di conseguenza si impara facendo ( Total Physical Response T.P.R.)
I comandi, impartiti all’inizio solo dall’insegnante, diventano via via più complessi fino a comprendere le strutture principali della L2. Gli allievi parlano solo quando sono pronti a farlo e, a turno, prendono il posto dell’insegnante, ossia propongono a loro volta ai compagni ordini da eseguire e situazioni da risolvere, usando la nuova lingua.
Durante la prima fase la maggior parte del tempo (70%) viene dedicata all’ascolto, alla comprensione e all’esecuzione dei compiti; il tempo rimanente viene ripartito fra l’espressione orale (20%) e la lettura (10%).
Il metodo si basa su tre principi:
- rispetto della “fase di silenzio” degli allievi, ai quali si chiede di prendere la parola soltanto nel momento in cui sentiranno pronti a farlo;
- lo stimolo e il rinforzo della comprensione della lingua orale attraverso i comandi e la loro esecuzione concreta;
- il cambiamento dei ruoli nella classe, poiché tutti gli allievi, a un certo punto, prenderanno il posto dell’insegnante.
Va infine osservato che non sempre la “risposta fisica” è richiesta a tutti gli studenti, poiché anche i momenti di “ osservazione” dell’esecuzione dei comandi da parte di altri sono utili all’acquisizione della nuova lingua.
Rilevando che è di primaria importanza l’atteggiamento dell’insegnante, che ha il compito di creare situazioni comunicative significative in particolare per l’alunno straniero, si prevedono le seguenti attività di laboratorio:
- giochi di socializzazione e di movimento;
- attività manipolatorie (disegno, costruzione di oggetti, di pupazzi…);
- drammatizzazione;
- mimo;ascolto di audio cassette e cd-room;
- registrazione e ripetizione di nomi di persone, di azioni quotidiane, di parole nuove acquisite;
- ripetizione di termini indicativi di bisogni essenziali, azioni, momenti di vita scolastica,esperienze…;
- denominazioni di immagini, fotografie, illustrazioni…;
- lettura dell’insegnante di parole, piccole frasi, brevi testi narrativi illustrati;
- composizione di pensieri in lingua italiana;
- descrizione orale e scritta di fatti, episodi di vita familiare, piccole storie;conversazioni guidate;
- giochi di parole;
- giochi al computer.
MEZZI E STRUMENTI
Si prevede l’utilizzo dei seguenti mezzi e strumenti:
- libri,
- schede,
- illustrazioni,diapositive, fotografie,
- films, videocassette,
- giochi, burattini,
- flash cards,registratore, cassette,
- riviste,macchina fotografica digitale,
- materiale per i laboratori,
- computer.
VERIFICHE
Verranno effettuate verifiche periodiche parziali, in itinere, in relazione alle unità di lavoro didattico programmato al termine di un ciclo di attività.
Contestualmente verranno operate le valutazioni ed i conseguenti aggiustamenti programmatici in relazione agli esiti raggiunti.
PRIMA ALFABETIZZAZZIONE IN L2
Livello 0
Ascoltare e comprendere
- Ascoltare e comprendere semplici messaggi orali:
- Rispondere ai saluti.
- Comprendere ed eseguire consegne relative ad attività di manipolazione (taglia, incolla, colora).
- Comprendere e rispondere a inviti (“vieni qui”, “andiamo...”).
- Comprendere ed eseguire comandi che richiedono una “risposta fisica” (“avvicinarsi”, “alzarsi”, “sedersi…”).
- Comprendere ed eseguire indicazioni di lavoro scolastico (“leggi, copia, disegna, scrivi…”).
- Ascoltare e comprendere semplici messaggi orali e scritti relativi ad aspetti concreti della vita quotidiana:
- Comprendere il significato globale con l’aiuto di elementi chiave.
- Comprendere e riconoscere i vocaboli appresi.
- Apprendere i nuovi vocaboli relativi alla vita scolastica e alla vita quotidiana.
- Comprendere e riconoscere le frasi interrogative e affermative che prevedono un modello domanda/risposta di tipo chiuso.
- Ascoltare e comprendere brevi racconti:
- Cogliere il contenuto globale del fatto.
- Individuare le persone coinvolte.
- Comunicare oralmente:
- Parlare con pronuncia “accettabile” al fine di essere compresi.
- Riprodurre i suoni dell’alfabeto latino.
- Riprodurre in maniera “accettabile” i suoni non presenti nella fonologia della lingua madre.
Livello 1
- Chiedere e dare informazioni
- Sulla propria identità.
- Sull’ambiente della scuola.
- Sull’ambiente familiare.
- Sulla posizione e collocazione nello spazio.
- Sulle qualità più evidenti di persone, oggetti e situazioni.
- Sulla successione del tempo.
- Chiedere informazioni.
- Esprimere aspetti della soggettività.
- Esprimere i propri bisogni.
- Esprimere gusti e preferenze.
- Esprimere condizioni fisiche e soggettive.
- Esprimere stati d’animo.
- Esprimere intenzioni.
- Raccontare brevemente fatti e avvenimenti relativi all’esperienza personale.
- Sostenere brevi conversazioni in un piccolo gruppo.
Leggere e comprendere
- Leggere e comprendere brevi testi:
- Associare brevi frasi a immagini e a drammatizzazioni.
- Rispondere a domande strutturate relative ad un testo.
- Comprendere il significato globale del testo.
- Scrivere e trascrivere:
- Riprodurre i suoni semplici e complessi.
- Scrivere parole conosciute sotto dettatura.
- Scrivere brevi frasi per dettatura.
- Scrivere parole conosciute autonomamente.
- Utilizzare la lingua posseduta in semplici produzioni scritte.
- Acquisire una sufficiente competenza ortografica:
- Usare i digrammi, i trigrammi e i suoni complessi.
- Distinguere i suoni doppi.
- Usare l’accento.
- Usare l’apostrofo.
- Usare correttamente le maiuscole.
- Distinguere i suoni simili.
- Distinguere i suoni difficili.
- Usare correttamente la punteggiatura.
- Riconoscere nel linguaggio orale e scritto strutture morfosintattiche e lessicali.
Livello 2
Ascoltare e comprendere
- Ascoltare e comprendere semplici messaggi orali.
- Ascoltare e comprendere brevi racconti
- Cogliere il contenuto globale del fatto.
- Individuare le persone coinvolte.
- Individuare i luoghi e le azioni.
Comunicare oralmente
- Esprimere aspetti della soggettività:
- Esprimere accordo o disaccordo.
- Esprimere stati d’animo.
- Raccontare brevemente fatti e avvenimenti relativi all’esperienza personale.
- Raccontare fatti accaduti nel presente.
- Raccontare fatti ed episodi accaduti nel passato recente.
- Sostenere brevi conversazioni un piccolo gruppo.
Leggere e comprendere
- Decodificare e leggere:
- Rispettare i legami e le pause.
- Usare i toni adatti alla punteggiatura.
- Leggere e comprendere brevi testi.
- Leggere testi descrittivi.
- Leggere testi narrativi con struttura semplice.
- Leggere testi regolativi.
- Leggere testi poetici.
- Rispondere a domande strutturate sul testo.
- Sintetizzare un testo con vignette e didascalie.
Produrre testi di vario genere:
- Produrre semplici testi narrativi.
- Produrre un testo descrittivo relativo a persone, animali e cose.
- Produrre testi soggettivi utilizzando il lessico acquisito.
Riconoscere strutture morfo-sintattiche e lessicali:
- Acquisire una sufficiente competenza ortografica.
- Consolidare le strutture grammaticali acquisite.
- La concordanza.
- Il verbo.
- Il nome.
- L’aggettivo qualificativo.
Per la realizzazione del laboratorio di L2 sarebbe necessario l’impiego di più di un insegnante facilitatore. L’organizzazione metodologica e didattica del laboratorio prevede la strutturazione delle attività secondo tre livelli corrispondenti alle diverse fasi del processo di integrazione degli alunni:
Livello 0
Risponde ai bisogni di prima accoglienza e prima alfabetizzazione che presentano gli alunni stranieri di recente o recentissima migrazione. In questa prima fase dell’inserimento, si opera per favorire l’apprendimento delle prime strutture comunicative della L2 necessarie per comprendere e farsi comprendere, si facilita la conoscenza, da parte degli alunni, della nuova realtà scolastica e l’insegnante facilitatore in collaborazione con il team studia le strategie didattiche più opportune per l’integrazione.
Livello 1
Risponde ai differenti bisogni formativi degli alunni stranieri, che, dopo il primo periodo d’inserimento nella nuova realtà (periodo che può variare per ogni singolo alunno, ma che comunque non è inferiore ai tre-quattro mesi), possiedono già un proprio bagaglio di conoscenza della lingua italiana parlata e scritta e si sanno già minutamente orientare nella realtà culturale e socio-relazionale del nuovo paese. Gli alunni lavorano preferibilmente suddivisi per etnie, in modo da rendere più proficue le attività, sia per quanto riguarda il consolidamento e l’ampliamento della conoscenza della L2, sia per permettere la realizzazione fra i ragazzi del mutuo insegnamento, praticando la comunicazione linguistica orale e scritta nella lingua materna con lo scambio di conoscenze e di informazioni in almeno alcuni aspetti della cultura di appartenenza
Livello 2
Risponde ai bisogni di quegli alunni che in possesso di buone capacità di comunicazione sono in grado di poter riconoscere nel linguaggio orale e scritto
strutture morfosintattiche e lessicali e di acquisire una buona competenza ortografica.
Educazione Interculturale
L’educazione interculturale non va intesa come uno specifico ambito disciplinare, bensì come una prospettiva culturale e pedagogica alla quale ispirare l’intervento educativo nel suo complesso.
Le attività di carattere interculturale possono coinvolgere l’intero curricolo della scuola Primaria, riunite in un progetto d’Istituto “PER LA VALORIZZAZIONE DELLE DIVERSITA’”.
Si può pensare di attivare i seguenti sottoprogetti da sviluppare in tutte le classi dell’Istitutonel corso dell’intero anno scolastico:
- “L’ALFABEMONDO” scoprire il mondo che ci circonda (laboratorio di arte)
- “Terra, acqua, fuoco, aria: i quattro elementi per stimolare le menti” (laboratorio di arte)
- La nascita della terra (CAI: orogenesi)
- Il pianeta Terra tra realtà e fantasia (laboratorio teatrale)
- Le danze della terra (laboratorio di danze popolari)
Sono previste inoltre specifiche azioni riferite all’intervento dei mediatori interculturali, mirate soprattutto alle classi del secondo ciclo e che riguardano la conoscenza di usi, costumi e tradizioni dei paesi di provenienza degli alunni stranieri presenti in classe.
- “PROGETTO MAROCCO”: corsi di lingua e cultura araba aperto a tutti gli alunni.
In via sperimentale, rispetto all'educazione interculturale, il Ministero ha proposto l'insegnamento di “altre” lingue da inserire nel programma scolastico; viene valorizzato in tal modo il patrimonio linguistico degli alunni stranieri e ciò permette ai ragazzi di vivere la loro cultura nella scuola che li accoglie.
Risultati attesi
- Che la diversità come risorsa divenga sempre più realtà riconoscibile e praticata nell'istituzione scolastica con ricadute positive sull'ambiente esterno;
- che la multiculturalità dell'utenza stimoli a sviluppare sistemi di intervento educativo-formativo più adeguati alle esigenze degli alunni;
- che si realizzi una reale integrazione degli alunni con partecipazione attiva alla vita scolastica dei ragazzi e delle loro famiglie;
- che si realizzi la collaborazione con le famiglie con instaurazione di un dialogo aperto nel rispetto reciproco;
- che vi sia rispetto delle regole e, in caso di conflitto, confronto e contrattazione ragionata;
- che migliori il successo scolastico di tutti gli alunni con acquisizione di un buon livello d'istruzione e possibilità di proseguire gli studi, anche per gli alunni stranieri;
- che l'apprendimento della lingua e della cultura del nostro paese non avvenga a scapito della conoscenza della lingua e della cultura di appartenenza dei bambini migranti;
- che si attui un'azione preventiva per evitare l'instaurarsi di situazioni conflittuali negative dovute all'etnocentrismo e per rimuovere gli ostacoli facilitando il processo d'inserimento iniziale e di successiva integrazione-interazione culturale;
- che, attraverso una migliore conoscenza dei processi mentali e delle dinamiche psico-relazionali implicate nell'apprendimento, gli insegnanti maturino una migliore professionalità con ricadute positive per tutta l'area del rapporto insegnamento-apprendimento;
- che gradualmente vengano conosciute e realizzate le istanze e le prospettive della pedagogia interculturale per una scuola aperta al cambiamento e alla civiltà universale del nuovo millennio.
Come risultati attesi misurabili potranno essere realizzate:
- a fine anno scolastico prove comuni utilizzando le prove INVALSI per controllare il raggiungimento di standard qualitativi comuni;
- durante il corso dell’anno, con cadenza prestabilita, verranno invece effettuate prove specifiche per le singole attività scelte per le classi, di preferenza parallele.
Altro risultato atteso misurabile in vari modi è l’indice di gradimento:
- mediante questionario finale, diverso a seconda degli utenti a cui si riferisce (alunni, genitori, docenti, esperti);
- verificando le presenze a scuola e durante eventuali manifestazioni finali.
Tempi e periodo
- Per i vari progetti si privilegerà soprattutto il secondo quadrimestre, specie per il teatro e tutte quelle attività che implicano l’espressione di sentimenti personali e grande affiatamento con i compagni.
- Per l’alfabetizzazione invece sarà necessario prevedere attività durante tutto l’anno, con un turn over degli alunni a secondo delle necessità. L’orario dei gruppi cambia di solito a secondo delle esigenze dei bambini e dei lavori della classe; normalmente non più di due ore al giorno.
- Per l’accoglienza si dovrà prevedere un’intensificazione dei lavori in particolar modo in autunno e in primavera, quando l’afflusso di alunni neo-arrivati in Italia è maggiore. La presenza continua di bambini neo-arrivati porta continuamente a rivedere l’orario delle insegnanti facilitatrici. In Collegio Docenti e nella riunione con la R.S.U. si è prospettata la possibilità dell’orario flessibile per le insegnanti facilitatrici nei mesi di più grande afflusso di alunni stranieri.
- All’inizio dell’anno si è scelto di utilizzare tutti i docenti a disposizione al momento per alfabetizzare i bambini stranieri, o per il recupero dei bambini già alfabetizzati ma ancora solo a livello 1 o a livello 2 per i bambini delle classi quarte e quinte che devono affrontare l’Italiano dello studio.
- Il progetto d’Istituto “DAL MICROCOSMO CASA AL MACROCOSMO TERRA”, verrà svolto sia in classe lungo tutto l’arco dell’anno scolastico dai rispettivi docenti, come materia curricolare e come rinforzo alle attività di progetto tenute dagli esperti, sia in momenti extracurricolari.
Risorse
RISORSE PROFESSIONALI:
- Docenti della scuola su posto comune, pagati per le ore aggiuntive di alfabetizzazione effettuate, con i fondi per le scuole a forte processo immigratorio o, in mancanza di tale sovvenzionamento, con il Fondo d’Istituto, preventivamente concordato dalla Contrattazione d’Istituto.
- facilitatori linguistici, assegnati dall’U.S.P.
- mediatori culturali, incaricati dall’Ente Locale per un monte ore annuo (di norma 30 ore).
- esperti su progetto, previsti nel Diritto allo studio comunali.
- equipe psico-pedagogica, incaricati dall’Ente Locale per un monte ore annuo (di norma 30 ore).
- assistenti sociali dell’Ente Locale.
RISORSE MATERIALI
- aule speciali: Auditorium, aula alfabetizzazione. Palestra…
- laboratori di Informatica, Musica, Video, Manipolazione, Arte…
- software didattico
- mezzi multimediali
- mezzi di duplicazione
- libri, pubblicazioni, riviste, quotidiani…
- quaderni, album da disegno, penne, matite, colori.
RISORSE FINANZIARIE
Le risorse per realizzare in modo efficace il progetto della scuola sono date principalmente dai fondi comunali per il Diritto allo Studio; alcuni progetti possono essere finanziati dai fondi per l’Autonomia scolastica, dalle risorse per i progetti in rete tra le varie scuole del territorio, dai finanziamenti previsti per la partecipazione a progetti o a concorsi o da privati, genitori e sponsor.
Per la realizzazione del progetto di integrazione occorrono:
- € 1900,00 per 30 ore di collaborazioni saltuarie con mediatori linguistici per le relazioni sulle usanze tipiche di alcune popolazioni, specie per quel che concerne le abitazioni (da reperire);
- € 1800,00 per ogni progetto attuato con l’intervento di un esperto esterno (Ente Locale);
- € 1920,00 per il percorso didattico “Dal segno alla parola”: laboratorio dell’attore/animatore Gennaro Ponticelli riservato a due gruppi di alunni stranieri in orario extrascolastico e inserito nel progetto trasversale (da reperire);
Soggetti coinvolti
- Alunni
- EE.LL.
- Stakeholders
- Esperti
- Docenti
- Collegio Docenti
- Consiglio d’Istituto
- Giunta Esecutiva
- R.S.U.
- Genitori
- Scuole del territorio
- Sponsor
- Formatori
- Equipe psico-pedagogica
- Fornitori
Punti di criticità del progetto
Un dato che rimane negativo è l’avvicendarsi di alunni stranieri nelle classi, dovuto a diversi fattori:
- Spesso il paese di arrivo è solo un punto di approdo, un’emergenza: chi può cerca lavoro e casa altrove, per avere una situazione meno precaria e più dignitosa.
- Le donne straniere, specie del subcontinente asiatico sono poco integrate e spesso ritornano nei loro paesi d’origine con i bambini; i loro mariti le dichiarano “ammalate” e bisognose di cure nei loro paesi d’origine.
- Molti bambini, specie di religione islamica e di sesso maschile, verso i 7/8 anni, vengono riportati per alcuni mesi nei paesi d’origine per andare a studiare nelle scuole coraniche o per meglio conoscere la loro lingua madre. Conseguenze di questo spostamento sono, al loro ritorno, la perdita quasi totale della conoscenza della lingua italiana faticosamente appresa, ed insegnata, e il cambio continuo di alunni nelle classi.
- I bambini arrivano in qualsiasi periodo dell’anno, ma soprattutto ad ottobre/novembre o in primavera, quando nei loro paesi d’origine le scuole terminano; nelle classi quindi tra chi viene e chi va c’è sempre da ricominciare da capo: accoglienza, socializzazione, alfabetizzazione, integrazione.
- gli insegnanti sono sicuramente stanchi per un lavoro stressante, con esiti non sempre positivi, soprattutto per la continua vanificazione del proprio lavoro, dato l’avvicendamento continuo degli alunni. Quando poi in classe i bambini stranieri, che nella scuola primaria provengono da 30 paesi diversi, superano il numero dei bambini italiani, l’insegnante non riesce ad individualizzare il proprio insegnamento, così come dovrebbe e vorrebbe. Inoltre, ovviamente, anche i bambini italiani in molti casi avrebbero bisogno di un insegnamento individualizzato, e non solo perché con difficoltà di apprendimento, ma perché provengono in maggioranza da un ceto sociale medio-basso, che spesso utilizza ancora il dialetto di origine in modo molto marcato.
- I fondi per la scuola ad alto processo immigratorio, utilizzati anche per eventuali ore aggiuntive di insegnamento, anche se stanziati arrivano con ritardi tali da non permettere una seria programmazione degli interventi.
Se l’alfabetizzazione è di pertinenza della scuola Primaria, non si possono non evidenziare le difficoltà che incontrano le maestre della scuola dell’Infanzia, dove moltissimi bambini neo-arrivati, specie di tre anni, sono stati inseriti quest’anno. Molti di loro risultano nati in Italia ma sanno comprendere e parlare solo la loro lingua materna.
Si allegano:
- risultati del progetto dell’anno precedente
- tabelle di provenienza degli alunni presenti nel Circolo Didattico
- monitoraggio 2008-2009 sul gradimento dei progetti
- monitoraggio 2009-2010 sul gradimento dei progetti
- schema delle attività progettuali
- elenchi alunni iscritti al corso di alfabetizzazione con frequenza nella settimana dal 7 all’11 settembre 2009